Famiglia del Balzo Famiglia del Balzo

Biografie

  • Francesco, Duca d'Andria (1332 circa - 1422)
  • Pirro, 4° Duca d'Andria (1428 circa - 1491)
  • Isabella, Regina di Napoli (24-6-1468 - 22-5-1533)
  • Ugone, Conte di Soleto (1283 circa - 2-12-1319)
  • Raimondo, 2° Conte di Soleto (1303 circa - 5-8-1375)


Ugone del Balzo, Conte di Soleto - (1283 circa – 2-12-1319)


Famiglia del Balzo

Ugone nasce verso il 1283 e viene subito avviato alla carriera delle armi. Fedele alla causa angioina, occuperà posti di rilievo al seguito prima del Re di Napoli Carlo II d'Angiò e poi, alla sua morte, del Re Roberto unendo, alle sue doti militari, quelle politiche.
Ancora giovane, l'1-12-1308 Ugone viene creato Conte di Soleto mentre, il 3-8-1309, assiste ad Avignone all'incoronazione del Re Roberto da parte del Papa Clemente V. All'indomani di questo atto, il Re lo nomina suo Siniscalco e Capitano Generale nella Contea del Piemonte.

Nell'ottica della conquista della penisola italiana, l'Imperatore Arrigo VII, armato un poderoso esercito, scende in Italia per essere cinto, il 6-1-1310 a Milano, della corona ferrea e proclamato Re d'Italia.

Come Siniscalco del Piemonte, Ugone occupa nel 1311 la città di Asti che, partito il Re, guardava con troppa simpatia all'Imperatore, costringendola a prestare il giuramento d'obbedienza in favore dell'Angioino; nel giugno seguente occupa Casale sul Po e quindi Valenza venendo in contatto diretto con il Conte Filippone di Langosco, che dominava Pavia, sostenitore della causa Guelfa in Lombardia.

Intanto la tensione tra coloro che sostenevano il partito imperiale e quelli ad esso contrari (questi ultimi vedevano nel Re Roberto l'unico capace di opporsi alle mire dell'Imperatore) era sfociata in un aperto contrasto soprattutto all'indomani dell'arrivo di Arrigo VII a Roma. Questi, infatti, trovando la città presidiata dalle forze Napoletane e non riuscendo a farsi incoronare in San Pietro, con un colpo di mano ottiene, il 29-6-1312, l'incoronazione in San Giovanni in Laterano. Inoltre, esasperato dall'atteggiamento dell'Angioino, l'Imperatore si allea con il Re di Sicilia, Federico, e mette al bando le città che si erano opposti alla sua incoronazione e cioè Firenze, Lucca e Siena, oltre allo stesso Roberto d'Angiò, intimandogli di comparire davanti a lui per rispondere dell'accusa di lesa imperiale maestà. [per ulteriori informazioni consultare il pdf]

Francesco del Balzo, Duca d'Andria (1332 circa – 1422)


Famiglia del BalzoFrancesco nasce intorno al 1332 e verrà ben presto coinvolto nei gravi avvenimenti che si creano nel Regno, nella primavera del 1347, alla venuta del Re Luigi I d'Ungheria.

Il 3-12-1347 il Papa Clemente VI raccomanda alla Regina Giovanna ed al Re Ludovico di Taranto il giovanissimo Franciscus filius quondam Bertrandi de Baucio, comes Montiscaveo-si per i meriti paterni; quindi il 10 dicembre chiede alla Regina di recuperare dalle mani di Francesco le carte inerenti il processo contro gli assassini del Principe Andrea, raccolte dal padre Bertrando, e di consegnarle al suo Nunzio Apostolico al quale ordina di contattare Francesco per farsele consegnare.

Intanto il Re Luigi d'Ungheria, che aveva intrapreso ai primi di novembre il viaggio via terra per Napoli, raggiunge l'Aquila il 24 dicembre; l'11-1-1348 arriva a Benevento ed il 17 gennaio entra in Aversa dove, sei giorni dopo, farà decapitare in sua presenza, e nello stesso posto dove suo fratello era stato assassinato, il cugino Carlo Duca di Durazzo, che aveva cat-turato in precedenza. Da parte sua la Regina, vista la male parata ed anche per rispondere al Papa della morte del Principe Andrea, lascia in gran fretta Napoli, il marito ed il figlio Carlo Martello per rifugiarsi in Provenza. L'esercito Napoletano, posto sotto il diretto comando del Re e forte di 2.500 Cavalieri e numerosi fanti, saputo della fuga della Regina e dell'avvicinarsi degli Ungheresi, abbandona Capua nelle mani dei nemici per rifugiarsi nella Capitale mentre il Re, su consiglio dell'Acciaiuoli che lo aveva preceduto ad Avignone, deci-derà anche lui di recarsi dal Papa. Privato il Regno di ogni sostegno, il 23 gennaio il Re d'Ungheria farà il suo trionfale ingresso nella Capitale e mentre l'Ungherese diventava pa-drone del Regno, la Regina trovava in Provenza un'accoglienza decisamente ostile che culmi-nerà, nel febbraio del 1348, con il suo garbato imprigionamento nel castello di Aix ad opera di Ugone del Balzo, Conte di Avellino, appoggiato dall'assemblea degli Stati di Provenza.

Ritornati gli Ungheresi a Napoli, assistiamo poco dopo ad un ribaltamento della situazione: nella capitale scoppiano infatti dei tumulti che porteranno ad un compromesso per il quale gli Ungheresi accettano di abbandonare la città, lasciandovi una nutrita rappresentanza a guardia dei castelli, per ritornare nelle loro terre. Ed infatti il 24 maggio il Re d'Ungheria, chiamato in Patria dai gravi avvenimenti che stavano accadendo, lascia Napoli e si dirige in Puglia rag-giungendo Manfredonia da dove in gran segreto s'imbarca con il piccolo Carlo Martello, suo nipote, che morirà in Ungheria tre anni dopo. [per ulteriori informazioni consultare il pdf]

Pirro, 4° Duca d'Andria (1428 circa – 24-12-1491)


Famiglia del Balzo Alla vigilia dello scontro finale per il possesso del Regno di Napoli, che vede il Re Ferrante opporsi alle pretese del Duca Giovanni d'Angiò, ed all'indomani della sconfitta subìta a Sarno (7-7-1460) ad opera delle truppe Angioine, il Re Ferrante invia Pirro nel proprio feudo di Acerra al comando di quattrocento cavalli, e con buona quantità di fanti insieme ad Innigo de Guevara, Alfonso ed Innigo d'Avalos, a presidiare quel territorio che, distando pochi chilometri da Napoli, era di particolare importanza per la difesa della strada che conduceva sia a Napoli che a Capua.

Esaurito questo compito, Pirro raggiunge il padre in Puglia partecipando nel 1462 alla difesa di Andria, attaccata dagli armati del Principe di Taranto Giovan Antonio del Balzo-Orsini che, nel frattempo, assediava Minervino dove si trovava la famiglia di Pirro la quale, fatta prigioniera, verrà liberata solo dopo la battaglia di Troia (18-8-1462).

Durante il periodo di pace successivo agli eventi descritti, nel 1470 ritroviamo Pirro a Venosa dare inizio alla costruzione del castello ed alla Chiesa cattedrale dei Santi Felice ed Andrea.

Ma poco dopo delle nuove nubi si addensano sul Regno; a causa dell'appoggio dato dal Re Ferrante a Ludovico il Moro, che mirava ad impadronirsi del Ducato di Milano, e dei problemi che erano sorti con Firenze in quanto il Moro si era impadronito di alcuni territori toscani, Napoli si era venuta a trovare in una situazione di completo isolamento. A quanto appena detto si deve aggiungere il problema dei Turchi che, a seguito di un'altra incursione in Puglia, si erano impadroniti nel 1480 di Otranto dove ne avevano trucidato la popolazione. Anche il Duca di Venosa partecipa alla guerra d'Otranto dove si distingue a Rocca per un fatto d'armi che vedrà la morte di 70 Turchi che si stavano rifornendosi di armi e di vettovaglie.

Dopo la morte del padre, Pirro ottiene alcuni favori dal Re Ferrante suo zio, che il 3-11-1481 lo aveva creato Gran Connestabile del Regno, perché il 16-10-1482 gli vende la terra d'Altamura, con il titolo di Principe, invitando il 12 novembre seguente, le terre del Ducato di Venosa e delle Contee di Montescaglioso e di Copertino a contribuire per il pagamento di una parte dei 27.000 ducati spesi per l'acquisto di quel Principato. [per ulteriori informazioni consultare il pdf]

Raimondo del Balzo, 2° Conte di Soleto (1428 circa – 24-12-1491)


Famiglia del Balzo Raimondo nasce verso il 1303 ed è sicuramente una delle figure più importanti della Famiglia del Balzo. La sua giovinezza la trascorre nel Regno, frequentando la Corte Napoletana e facendosi apprezzare per le sue capacità e le sue doti.

Allontanatasi la minaccia Aragonese dal Regno, un nuovo pericolo si profila all'orizzonte: la discesa in Italia del nuovo Imperatore, Ludovico il Bavaro, il quale, il 17-3-1325, stringerà alleanza con il Re di Sicilia, Federico II d'Aragona creando in questo modo una situazione 'a tenaglia'.

Nel tentativo di spezzare questa morsa, il 18-6-1324 il Re ordina a tutti i Baroni e Cavalieri del Regno, in previsione di un attacco da portare in Sicilia contro l'Aragonese, di recarsi in Calabria. A Raimondo viene ordinato di recarvisi con 15 Cavalieri armati a sue spese. Le forze colà radunate, comprendevano 114 navi sulle quali erano trasportati oltre 3.000 uomini posti sotto il comando del Duca di Calabria. Questi, una volta sbarcato, pone immediatamente l'assedio a Palermo; ma le operazioni verranno interrotte e le navi rientreranno il 30 agosto a Napoli. [per ulteriori informazioni consultare il pdf]

Isabella, Regina di Napoli (24-6-1468 - 22-5-1533)


Famiglia del Balzo Isabella nasce il 24-6-1468, molto probabilmente nel castello di Minervino, e resterà l'unica sopravvissuta al parto trigemino come appare da un poema sincrono restando, de li tre, questa divina // dal Ciel serbata ad essere Regina //... Nascette questa nobile fantina // che tucti membri ben formati havea; // ma la boccuzza sua si piccolina // che popigno de zizza non capea: // donna nisuna fusse llà vicina // lactar per alcun modo la possea; // e spremere bisognava intro la boccha // lo lacte da le zizze, a gocta a gocta. Secondo tale poema, Isabella passa la sua fanciullezza in Puglia terra, come meglio vedremo, alla quale resterà sempre mol-to legata.

Il 16-8-1483 la quindicenne Isabella viene fidanzata al figlio primogenito del Re Ferrante percioche in Cancellaria per capitoli stipulati infin dalli 16. d'Agosto del 1483. si vede, che ella ancor fanciulla fù destinata per moglie à D. Francesco d'Aragona... in caso della succes-sione al paterno Principato d'Altamura si capitolò, che D. Francesco si dovesse cognominar d'Aragona del Balzo: e mancando egli avanti, che si consumasse il matrimonio, si dovesse co' medesimi patti conchiudere con D. Pietro secondogenito d'Alfonso Duca di Calabria. Desiderò Rè Ferante, come quella scrittura dice, per la nobiltà della casa del Balzo, il ma-trimonio d'Isabella con D. Francesco; ma dopo un fidanzamento durato tre anni, il 26-10-1486 il Principe muore.

L'anno seguente il Re Ferrante invia Diego Vela a Montescaglioso, dove si trovava Isabella, per chiederla in sposa per il suo terzogenito, il Principe Federico d'Aragona, mentre la Regina Giovanna le invia una gonna di panno d'oro di gran pregio, che era la veste del suo stesso matrimonio, mandandole a dire che aveva tenuto sempre ad core di donarla a colei che sarebbe stata la moglie di don Fedrico. Poco dopo il Principe Federico, seguito da numerosi Signori del Regno, parte per Andria dove incontra la promessa sposa: il 28-11-1487 l'Arcivescovo di Trani celebra il matrimonio in forma solenne mentre un sontuo-so banchetto viene offerto nel palazzo di Isabella. Alla nascita del primogenito, Ferrando, seguiranno quelle di Isabella e di Giulia; ma mentre il marito si stabilirà prevalentemente a Napoli, Isabella stabilirà la propria residenza ad Andria dove riceverà nel 1490 la visita del suocero, il Re Ferrante, e del cognato, il crudele Alfonso Duca di Calabria. [per ulteriori informazioni consultare il pdf]