Famiglia del Balzo

Un breve cenno


Originaria della Provenza, la Famiglia del Balzo trae le proprie origini da quella dei Visconti di Marsiglia. Le prime tracce documentate rimontano, infatti, al sec. IX e ci parlano di questi Signori come Cavalieri impegnati ad aiutare i Conti di Provenza intenti a scacciare i Saraceni dalle coste provenzali. Sarà proprio a loro che saranno strappati i feudi storici della Famiglia: Les Baux (981) e Marignane (1000).

Due secoli dopo Raimondo, 4° Signore sovrano di Les Baux e marito di Stefanetta di Provenza, insieme ai figli Ugone, Guglielmo e Bertrando, cercherà di togliere ai Conti di Barcellona e nuovi Conti di Provenza, la sovranità sull'intera regione innescando, tra il 1110 ed il 1167, una serie di guerre che sconvolgerà ed insanguinerà quei territori. Pervenuta la Provenza nelle mani di Carlo d'Angiò, alcuni membri della Famiglia lo seguiranno nel 1262 nella conquista del Regno di Napoli acquistando fama ed onori.


Alla morte di Bertrando, 6° Signore sovrano di Les Baux, Signore di Berre e Marignane, Conte e Principe sovrano d'Orange e di sua moglie Tiburge de Montpellier, i figli Bertrando, Guglielmo ed Ugone, divideranno la Famiglia in tre rami principali:

a) i Signori di Les Baux
b) i Signori di Berre, poi Duchi d'Andria
c) i Principi d'Orange

Il primo ramo, quello dei Signori di Les Baux (dal 981), fu anche Signore di Marignane dal 1000, Visconte di Marsiglia dal 1194, Giudice d'Arborea dal 1186 e Signore di molti altri feudi. Dopo la conquista del Regno di Napoli, il 3-2-1277 il Re Carlo I concederà a Bertrando, 9° Signore di Les Baux, il feudo d'Avellino con il titolo di Conte oltre a diversi altri feudi tra i quali Calvi, Lauro, Conza e Teano.

Appartengono a questo ramo Raimondo, 10° Signore di Les Baux e 2° Conte d'Avellino, Siniscalco di Provenza (1315) per il Re Roberto; Ugone, 11° Signore di Les Baux e 3° Conte d'Avellino, grande Ammiraglio del Regno (1347-1350) per la Regina Giovanna I, incaricato dal Papa Clemente VI di condurre al proprio cospetto il Re Luigi di Taranto, per permettere alla Regina di Napoli di regnare senza interferenze, e che verrà invece ucciso nel 1351 ad Ischia proprio dal Re; Raimondo, 13° Signore di Les Baux e 5° Conte d'Avellino, che nel 1355 si opporrà in Provenza alla sovranità della Regina Giovanna mettendo a ferro e fuoco l'intera regione.

Questo ramo si estingue nel 1426 nella persona di Alice, ultima Signora di Les Baux e Contessa di Avellino, che si era rifiutata, nel 1381, di riconoscere come proprio sovrano il Re Carlo III scegliendo invece di restare fedele alle volontà della Regina Giovanna.


FOTOIl secondo ramo, quello dei Signori di Berre (dal 1116), oltre ai numerosi feudi in Provenza possedette, nel Regno di Napoli, molte Signorie contraendo matrimoni con le Famiglie regnanti a Napoli ed in Sicilia:

- Bertrando, 10° Signore di Berre e Conte d'Andria, sposa nel 1306 Beatrice d'Angiò figlia del Re Carlo II
- suo figlio Francesco, 11° Signore di Berre e Duca d'Andria, sposa nel 1352 Margherita d'Angiò figlia di Filippo II Principe di Taranto
- Antonia, sua figlia primogenita, sposa il 26-11-1373 Federico III d'Aragona Re di Sicilia
- il secondogenito, Jacopo, Principe di Taranto ed Imperatore titolare di Costantinopoli, sposa il 4-12-1382 Agnese d'Angiò, figlia di Carlo    Duca di Durazzo e sorella della Regina Margherita
- Isabella, figlia di Pirro, 15° Signore di Berre 4° Duca d'Andria, sposa il 28-11-1487 Federico I d'Aragona Re di Napoli





Questo ramo venne investito della Contea d'Andria il 5-1-1308 nella persona di Bertrando, Conte di Montescaglioso, Senatore di Roma per il Re Roberto e Gran Giustiziere del Regno per la Regina Giovanna. Sarà proprio Bertrando che nel 1346 processerà e condannerà gli assassini del Principe Andrea d'Ungheria marito della Regina di Napoli. Suo figlio Francesco, Governatore di Napoli, sarà creato il 13-9-1350 Duca d'Andria ma, ribellatosi l'anno dopo, inizierà una violenta lotta contro la Regina mettendo a ferro e fuoco la Puglia. Inviato dal Papa Urbano VI ad offrire la corona del Regno al Re Carlo III, il Duca d'Andria ritornerà a Napoli al fianco del nuovo Re aiutandolo nella sua conquista del trono.




Fa parte di questo ramo Pirro, 4° Duca d'Andria e 5° Conte di Montescaglioso, che il 16-10-1482 verrà creato Principe d'Altamura da suo zio, il Re Ferrante d'Aragona, che lo nominerà anche Gran Connestabile del Regno. Ribellatosi al governo dei Re Aragonesi, Pirro parteciperà alla famosa congiura dei Baroni venendo imprigionato e poi ucciso nel 1491 per ordine del Re Ferrante. Suo figlio Federico, 2° Conte d'Acerra, viene risparmiato e sposerà nel 1477 la bella e famosa Costanza d'Avalos dalla quale non avrà figli, mentre sua sorella Antonia sposerà, il 17-7-1479, Giovan Francesco Gonzaga, figlio di Ludovico II Marchese di Mantova.

Il fratello di Pirro, Anghilberto, Conte di Castro ed Ugento, creato Duca di Nardò il 17-7-1483, parteciperà anch'egli, anche se marginalmente, alla congiura dei Baroni subendo la stessa sorte degli altri congiurati.

Il terzo ramo, quello dei Conti d'Orange (dal 1145) poi Principi Sovrani dal 31-7-1178 con Bertrando, sarà onorato il 3-2-1215 dall'Imperatore Federico II del titolo di Re (titolare) di Arles e di Vienne nella persona del di lui figlio, Guglielmo, che verrà scorticato vivo dagli eretici provenzali nel 1218 capitanati da Simone de Montfort. La linea dei Principi d'Orange si estinguerà nel 1417 con la morte di Maria, ultima Principessa d'Orange, moglie di Jean de Chalon.

Titolare di numerose signorie in Provenza e nel Venaissin, questo ramo possedette nel Regno di Napoli numerosi feudi tra i quali Soleto (25-1-1305) ed Alessano (1473) entrambi con il titolo di Conte. A questo ramo appartiene Ugone, Gran Siniscalco del Regno (1308) per il Re Carlo II, Gran Giustiziere e Tesoriere del Regno (1312) per il Re Roberto, creato nel 1305 Conte di Soleto dal Re Carlo II; Raimondo, 2° Conte di Soleto e Maresciallo del Regno (1338) sotto il Re Roberto, fu uno dei più fedeli sostenitori della Regina Giovanna dalla quale fu creato, nel 1352, Gran Camerlengo del Regno. Sarà proprio lui ad opporsi pacificamente alle armate del Duca d'Andria inducendolo ad abbandonare il Regno senza combattere contro la Regina. La sua tomba si trova ancora oggi nella Chiesa di Santa Chiara, nella cappella del Balzo. Questo ramo si estingue nella sua linea secondaria nel 1517 con la morte di Bernardino, ultimo Conte di Alessano e Patrizio Napolitano.
del Balzo
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Gli attuali rappresentanti della Famiglia del Balzo discendono da Battista, marito di Cecca di Monforte dei Conti di Campobasso, che il 23-5-1465 fu onorato dal Re Ferrante I d'Aragona dei feudi di Santa Croce e Casaselvatica e della metà di quello di Mirabello. Alla loro morte i due figli Vincenzo e Francesco decisero di trasferirsi da Napoli a Capua dove, il 4-4-1514, furono iscritti con tutti gli onori a quell'antico Patriziato, dividendo la Famiglia in due rami ben distinti:

a) i Signori di Santa Croce
b) i Signori e poi Duchi di Schiavi

Il primo ramo, quello dei Signori di Santa Croce del Sannio, Casaselvatica e Mirabello si estingue, il 2-10-1636, nella persona di Isabella, moglie di Ottaviano della Vipera, Patrizio di Benevento.

 

Il secondo ramo, quello dei Signori di Schiavi, si suddividerà a sua volta in tre differenti linee:

a) quella dei Signori e poi Duchi di Schiavi
b) quella dei Signori e poi Duchi di Presenzano
c) quella dei Duchi di Caprigliano

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La linea dei Nobili di Capua e Signori di Schiavi (dal 1512), che fu ricevuta nel Sovrano Militare Ordine di Malta nel 1590 nella persona di Ludovico, fu onorata il 24-3-1681 del titolo di Duca nella persona di Vespasiano e si estinse nel 1726 nella persona di Eleonora, ultima Duchessa di Schiavi, moglie di Francesco Muscettola, Principe di Leporano.

Appartiene a questa linea Antonio che, abbracciata la carriera ecclesiastica, insegnò logica, fisica, metafisica, teologia dommatica e teologia morale venendo nominato, nel 1713, Prefetto degli studi nel collegio del Gesù Vecchio. Tra i suoi allievi troviamo anche Giovanbattista Vico.
La linea dei Nobili di Capua e Signori di Presenzano (dal 1618), che venne più volte ricevuta nel Sovrano Militare Ordine di Malta a partire dal 1693, fu onorata dal Re Carlo VI il 27-1-1734 del titolo di Duca nella persona di Giacinto.

Tra i numerosi personaggi che illustrano questa linea, ricordiamo Don Nicola, 3° Duca di Presenzano, Gran Croce di Giustizia del S.M.O. Costantiniano di San Giorgio (20-1-1795), Maggiore graduato ed Intendente di Basilicata; Don Raimondo, 4° Duca di Presenzano, Gentiluomo di camera del Re Ferdinando II di Borbone e Cav. Gran Croce dell'Ordine di Carlo III di Spagna; il Conte Don Francesco, Cav. Gran Croce dell'Ordine di Francesco I (1843) e Generale della brigata Ussari della Guardia Reale (2-5-1857) che sposò il 14-1-1839 la Regina Isabella, vedova del Re Francesco I di Borbone; Don Pasquale, 5° Duca di Presenzano, Gentiluomo di camera del Re Francesco II di Borbone (27-12-1858), Commendatore dell'Ordine di Carlo III di Spagna e Giudice Civile del Tribunale di Napoli; il Conte fra Don Raimondo, 9° Duca di Presenzano, Balì Gran Croce di Giustizia e Gran Priore emerito per Roma del S.M.O. di Malta, Cav. del S.M.O. Costantiniano di San Giorgio, Cav. Gran Croce dell'Ordine di San Gregorio Magno, comm. dell'Ordine di San Silvestro Papa, cons. on. della Corte di Cassazione; il Conte Don Giulio, Balì Gran Croce d'obbedienza e Presidente onorario dell'Associazione Cavalieri Italiani del S.M.O. di Malta, Ambasciatore d'Italia.

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Attualmente la linea è rappresentata dal Conte Don Antonello, 11° Duca di Presenzano, Cav. di On. e Dev. del S.M.O. di Malta e Cav. di Giustizia del S.M.O. Costantiniano di San Giorgio, Componente la Commissione Regionale Araldica per le Provincie Napolitane del C.N.I. che ha sposato Flaminia, figlia del Barone Rodolfo de Mattei (prof. emerito fac. Sc. Pol. Univ. di Roma e socio dell'Accademia Nazionale dei Lincei), dalla quale ha avuto Donna Eleonora, Donna Sveva e Don Raimondo.

 

del Balzo La linea dei Nobili di Capua e Duchi di Caprigliano è stata ricevuta nel Sovrano Militare Ordine di Malta il 24-12-1663 ed onorata, il 30-11-1749, dal Re Carlo III del titolo di Duca nella persona di Antonio Lorenzo.
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Tra i molti personaggi che hanno dato lustro a questa linea, ricordiamo fra' Gaetano, Cav. del S.M.O. di Malta (6-12-1670) e Vicario Generale dell'Ordine Alcantarino, morto in odore di Santità il 30-11-1738; Don Vincenzo Maria, Cav. Gran Croce del S.M.O. Costantiniano di San Giorgio (1844), Cav. Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica e Commendatore del Real Ordine di Francesco I (1859); Donna Adelaide, Dama di Corte della Regina Elena, moglie del Principe di Strongoli Francesco Pignatelli.

La linea è rappresentata oggi da Don Antonio, 8° Duca di Caprigliano, che ha sposato Marylin Guilbert dalla quale ha avuto Don Gian Luca, Don Marco, Don Christopher, e Donna Benedetta.

Nel 1615 i rappresentanti delle principali linee discendenti da Battista, Barone di Santa Croce, Mirabello e Casaselvatica, rivendicarono ed ottennero il possesso della trecentesca cappella gentilizia del ramo dei Duchi d'Andria nella chiesa di Santa Chiara in Napoli.

A conclusione di questo breve cenno, possiamo aggiungere che gli stemmi della Famiglia sono: di rosso alla stella piena (16) d'argento (di pertinenza del Duca di Presenzano e suoi discendenti) ed inquartato: nel 1° e 4°, di rosso alla stella piena (16) d'argento; nel 2° e nel 3°, d'oro al corno da caccia d'azzurro, legato e guarnito di rosso; i motti sono: semper refulget e semper ardentius. Il grido di guerra é: A l'asar Bautezar!