Pirro

4° Duca d'Andria (1428 circa – 24-12-1491)

Alla vigilia dello scontro finale per il possesso del Regno di Napoli, che vede il Re Ferrante opporsi alle pretese del Duca Giovanni d’Angiò, ed all’indomani della sconfitta subìta a Sarno (7-7-1460) ad opera delle truppe Angioine, il Re Ferrante invia Pirro nel proprio feudo di Acerra al comando di quattrocento cavalli, e con buona quantità di fanti insieme ad Innigo de Guevara, Alfonso ed Innigo d’Avalos, a presidiare quel territorio che, distando pochi chilometri da Napoli, era di particolare importanza per la difesa della strada che conduceva sia a Napoli che a Capua.

Esaurito questo compito, Pirro raggiunge il padre in Puglia partecipando nel 1462 alla difesa di Andria, attaccata dagli armati del Principe di Taranto Giovan Antonio del Balzo-Orsini che, nel frattempo, assediava Minervino dove si trovava la famiglia di Pirro la quale, fatta prigioniera, verrà liberata solo dopo la battaglia di Troia (18-8-1462).

Durante il periodo di pace successivo agli eventi descritti, nel 1470 ritroviamo Pirro a Venosa dare inizio alla costruzione del castello ed alla Chiesa cattedrale dei Santi Felice ed Andrea.

Ma poco dopo delle nuove nubi si addensano sul Regno; a causa dell’appoggio dato dal Re Ferrante a Ludovico il Moro, che mirava ad impadronirsi del Ducato di Milano, e dei problemi che erano sorti con Firenze in quanto il Moro si era impadronito di alcuni territori toscani, Napoli si era venuta a trovare in una situazione di completo isolamento. A quanto appena detto si deve aggiungere il problema dei Turchi che, a seguito di un’altra incursione in Puglia, si erano impadroniti nel 1480 di Otranto dove ne avevano trucidato la popolazione. Anche il Duca di Venosa partecipa alla guerra d’Otranto dove si distingue a Rocca per un fatto d’armi che vedrà la morte di 70 Turchi che si stavano rifornendosi di armi e di vettovaglie.

Dopo la morte del padre, Pirro ottiene alcuni favori dal Re Ferrante suo zio, che il 3-11-1481 lo aveva creato Gran Connestabile del Regno, perché il 16-10-1482 gli vende la terra d’Altamura, con il titolo di Principe, invitando il 12 novembre seguente, le terre del Ducato di Venosa e delle Contee di Montescaglioso e di Copertino a contribuire per il pagamento di una parte dei 27.000 ducati spesi per l’acquisto di quel Principato.

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